Descrizione
Il 14 luglio 1962 mons. Piazzi arrivò a Cene per consacrare la Chiesa, durante una festa solenne. Consacrò anche l'Altare Maggiore e dedicò entrambi a S. Zenone, includendo nell'Altare le Reliquie di S. Alessandro Martire e di S. Zenone Martire19.
Nella stessa circostanza Egli benedisse la prima pietra dell'Oratorio.
Il 20 giugno il prevosto don Pozzi aveva ricevuto una lettera dalla Segreteria di Stato della Città del Vaticano, inviata da Papa Giovanni XXIII e pubblicata su "Cene anno 1962"::
"Il Santo Padre ha letto con piacere le devote parole che Ella, con accenni a persone e a luoghi familiari alla Sua memoria e al Suo cuore, gli ha recentemente indirizzato.
Molto gradito a Sua Santità è il ricordo dell'opera dei Sacerdoti Don Pietro Forno, Mons. Remigio Negroni e Don Giovanni B. Semperboni; parimenti assai accetto il bel ritratto ad olio di Don Forno. Questi il Santo Padre ama rammentare come diligente collaboratore agli inizi del Suo lavoro di indagine storica: “La Visita Apostolica di S. Carlo Borromeo a Bergamo".
Con viva riconoscenza, anche per l'offerta di preghiere e di sacrifici che il diletto popolo di Cene presenta al Signore per il Concilio Ecumenico, l'Augusto Pontefice forma i più lieti e santi auspici per l'erigendo Oratorio maschile, al quale si compiace destinare l'unita somma di lire cinquecentomila; e invia di cuore alla Signoria Vostra Rev.ma e ai fedeli di S. Zenone l'implorata Benedizione Apostolica, propiziatrice di elette grazie e consolazioni celesti...".
INAUGURAZIONE DELL'ORATORIO GIOVANNI XXIII
Il 2 gennaio 1966, alle ore 14.30, il Vescovo Mons. Clemente Gaddi benedisse il nuovo Oratorio. A Cene esisteva già un oratorio, ma era costituito solo da un edificio per il cinema/teatro e da un campo sportivo.
Esso era insufficiente per la costruzione di ambienti adatti alle esigenze dei tempi e dei bisogni delle nuove generazioni. Inoltre, trovandosi in via Veneto, era anche distante dalla Chiesa parrocchiale, centro di ogni attività per i giovani.
Il parroco don Pozzi, per consentire l'edificazione dell'oratorio "all'ombra del campanile e sotto lo sguardo del Parroco", secondo le parole di Mons. Piazzi, aveva rinunciato al terreno del suo beneficio.
I lavori per la costruzione erano iniziati nel luglio del 1963 e si erano conclusi verso la fine del 1965. Il primo progetto prevedeva un fabbricato di due piani, piano rialzato e primo, per un preventivo di lire 40.000.000 (quaranta milioni).
In seguito si è preparato un nuovo progetto con quattro piani, che riunisse in un solo complesso tutte le Opere parrocchiali: due abitazioni per i Coadiutori, Cappella, centri di ritrovo, aule per il catechismo, scuole medie e professionali, Auditorium, bar Acli.
Il preventivo salì a lire 80.000.000 (ottanta milioni), a cui si aggiunsero 13.000.000 (tredici milioni) circa per l'arredamento e le attrezzature.
Il parroco aveva iniziato i lavori con un fondo cassa di 5.000.000 (cinque milioni); nei primi due anni era riuscito a raccogliere lire 13.530.000 in offerte ed aveva ricavato lire 8.350.000 dalla vendita delle due case dei Coadiutori.
Inoltre aveva ottenuto un prestito di 30.000.000 (trenta milioni) dalla Cassa di Risparmio, da estinguere in venticinque anni.
Prevedeva di pagare altri 30.000.000 (trenta milioni) nel 1967, soprattutto dal ricavato della vendita del vecchio campo sportivo.
In questo modo sarebbe rimasto alla Parrocchia solo l'onere di estinguere il mutuo con la banca.
Don Pozzi dichiarava anche di non aver avuto, fino a quel momento, alcun sussidio straordinario dalla Provincia e dal Comune, ma di aver ottenuto solo un contributo li £ 985.135 dal Ministero del lavoro. Tutto ciò veniva spiegato dal parroco stesso in una edizione straordinaria della "Voce Cenese" del gennaio 1966. Ma Don Luigi Pozzi morì improvvisamente, colto da infarto, il 14 agosto 1966, ossia pochi mesi dopo l'inaugurazione dell'Oratorio.
Era giunto a Cene nel 1957 e vi aveva trovato un debito di lire 6.000.000 (sei milioni), lasciato dal suo predecessore dopo la costruzione del cinema- oratorio.
Egli rinnovò il notiziario "Voce Cenese" che veniva distribuito a tutte le famiglie, con una busta mensile per le offerte. Organizzò la Santa Missione Parrocchiale nel settembre del 1958. Come abbiamo visto, realizzò il restauro della chiesa dal 1958 al 1962 e infine si impegnò nella costruzione del nuovo oratorio. Col suo testamento lasciava alla Chiesa parrocchiale tutti i suoi risparmi, al Beneficio parrocchiale tutte le migliorie fatte alla Canonica, ai poveri della Parrocchia parte dei suoi mobili e della biancheria.
Il nuovo parroco don Mosè Giovanelli fece il suo ingresso ufficiale il 4 dicembre 1966 e si trovò subito alle prese con il gravoso debito lasciato dal suo predecessore. Leggiamo direttamente le sue parole scritte nel Cronicon: "...Monsignor Vescovo mi aveva detto che avrei trovato un piccolo debito. Lunedì mattina inizio lo spoglio dei faldoni contenenti carte con tanti numeri, fogli di scadenze, solleciti, tratte bancarie, cianfrusaglie amministrative. Ira di Dio!
Inizio le somme, ricordo bene, 52 milioni, rifaccio e rivedo le carte, avevo sal- tato il mutuo della Cassa di Risparmio e subito saltiamo a 82 milioni e nei giorni seguenti arrivarono altri conti, fatture extra, altri conti in sospeso, prestiti dai privati, l'ingegnere progettista, Dio mio... si arrivò ai 100 milioni. Questo era il piccolo debito che il Vescovo mi aveva preannunciato. In cassa nulla di nulla, io come sempre al verde..."
Don Giovanelli si impegnò in ogni modo per pagare il debito, vendette ciò che si poteva vendere, chiese e ottenne l'aiuto di chi poteva darlo, raccolse perfino ferro, carta e stracci.
Nel 1968 vendette il campo sportivo in via Veneto, alla cui lottizzazione si era già provveduto nel 1964 da parte di don Pozzi.
Un lotto venne venduto per lire 3.000.000 (tre milioni) e gli altri per lire 16.500.000 (sedici milioni e cinquecentomila), per un totale di lire 19.500.000* Il prevosto, non solo è riuscito nell'intento di saldare i debiti, ma ha pure realizzato opere di restauro alla Madonnina, ai tetti della chiesa e del cinema.
Nel dicembre 1989, per motivi di età, ha rinunciato alla parrocchia e si è ritirato nel suo paese d'origine, Gorlago, dove è morto l'11 ottobre 1990.
Il primo lotto dell'ex campo sportivo è stato edificato, gli altri in seguito sono stati espropriati dal comune di Cene per costruire le scuole medie con annesso parcheggio.
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Ultimo aggiornamento: 31 luglio 2026, 11:32